La Valle Perduta, l’Ebreo Errante al Sacro Monte di Varallo, i sette gressonari alla Roccia della Scoperta, il cambiamento climatico e il suo impatto sull’immaginario collettivo. Un intreccio complesso di storie e leggende, letteratura e tradizioni, attraverso i secoli: ne parliamo con l’autore del libro CAI Edizioni, disponibile su CAI Store e in tutte le librerie.

“Mio figlio faceva sedici anni e io cinquanta. Gli ho detto: cosa vuoi come regalo di compleanno? E lui: portami a fare un quattromila”. L’idea di un romanzo ambientato sul Monte Rosa, che mescola le leggende Walser con il tema del cambiamento climatico, è nata così. A spiegarlo è Stefano Motta, autore di Felik (pp. 176, 18 euro, CAI Edizioni 2026 – disponibile su CAI Store e in tutte le librerie), impreziosito dalla suggestiva fotografia di Davide Camisasca in copertina. La pubblicazione è l’ultima di una prolifica serie di libri spesso destinati ai ragazzi, in ossequio a una vita fra i banchi di scuola, come Dirigente per un breve periodo e tuttora come professore. Studioso di Manzoni, è sua l’edizione critica dei Promessi sposi in uso in parecchie scuole, ma sono tante anche le storie ambientate in montagna: sulla tempesta Vaja (Di vento forte, 2019), sulla ghiacciaia del Moncodeno e il Fiumelatte in Grigna (Latte e ghiaccio, 2020), o ancora sulla Prima guerra mondiale attraverso la vicenda del soldato Peter Pan sepolto in Grappa (Ragazzi in guerra, 2022).
Foto cover: Davide Camisasca
